Rivarossi per Trix

di Giuseppe Zuccolillo

 

Rivarossi irrompe sul catalogo TRIX EXPRESS del 1962 presentando sul mercato tedesco i nuovi esemplari derivati dalla produzione italiana dei locomotori E 646 ed E 636 , rispettivamente con i codici 2239 per il 646 verde magnolia e 2240 per il 636  castano isabella.

Dal catalogo Trix Experss 1963

Da notare che Trix, che produce ancora in fusione di metallo, specifichi "Plasitk" di fianco ai modelli Rivarossi.

Non compare alcun riferimento al fatto che i modelli siano di Rivarossi, ma la cosa sarà reciproca anche sui cataloghi Rivarossi.

Le novità o per meglio dire le differenze che spiccano alla vista di questi modelli sono la mancanza di numerazione e soprattutto il pancone gancio-respingenti staccato dalla cassa e solidale con il carrello per rendere l’unità del tutto compatibile con lo standard Trix di aggancio e (forse) di curvatura rotaie. Notevole ulteriore differenza la presenza nelle unità del pattino centrale per il sistema a 3 rotaie.

Ne escono esemplari sicuramente “curiosi” , perlomeno per noi italiani abituati a vedere con estremo piacere le unità 646 e 636 “tradizionali” derivate in modo continuativo dai primi locomotori anni 50.

Il funzionamento è a 12 Volts corrente continua esattamente come nel Sistema Rivarossi.

Una differenza stava nella possibilità ulteriore offerta dalla terza rotaia.

 

Ed in effetti , aprendo le unità , balza all’occhio una piccola “banana” , di solito di colore marrone che permette una terza possibilità di alimentazione !

In effetti, come spiegato nell’allegato depliant illustrativo le possibilità diventano tre, grazie alla presenza della terza rotaia.

 

In queste unità è presente come per Rivarossi la leva di commutazione binario-linea aerea che già rende disponibile una possibile doppia alimentazione e cioè dal binario solamente (binario + terza rotaia) e dal binario + linea aerea .

Si noti che nel Sistema Rivarossi si utilizzano entrambe le rotaie.

Negli esemplari Trix l’alimentazione può avvenire anche in un terzo modo : linea aerea  + rotaia centrale.

Il tutto è selezionabile dalla piccola banana interna che può essere collegata ad un pin connesso elettricamente alla leva di commutazione.

A quei tempi ciò comportava la possibilità di comando di tre unità indipendenti su un unico circuito dotato  di linea aerea cosa impossibile per il Sistema Rivarossi che , privo della terza rotaia concedeva due sole unità indipendenti, una alimentata dalle rotaie e l ‘altra da una rotaia più la linea aerea.

Ciò fa sorridere ora che siamo in presenza dell’indirizzamento e del controllo digitale !

Le macchine Trix venivano fornite in una robusta scatola in cartone di colore rosso e giallo : la locomotiva era ospitata in un inserto di cartone grezzo ricavato da un unico foglio ripiegato simmetricamente per ottenere un parallepipedo con all’interno la “sede” ritagliata approssimativamente ospitante il modello.

Nessuna cura per quanto riguarda i “dettagli” e forse meno : a quei tempi i gusti e le necessità erano differenti.

Certo si nota qui la differente mentalità italiana (gommapiuma) e tedesca (duro cartone).

Nella confezione era presente un foglio descrittivo (unico per entrambi i modelli) con la sola descrizione per quanto concerne la manutenzione del modello e le parti costituenti e per il cambio del tipo di alimentazione .

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ovviamente le unità Trix si differenziavano da quelle Rivarossi per i due carrelli estremi e per le casse : i primi contenendo il pancone respingenti-gancio (e la rotaia di contatto per quello folle) e le seconde “troncate” sui musi.

Piccole differenze c’erano all’interno per le connessioni elettriche che pur non toccando motori e luci avevano differenti collegamenti e la banana di commutazione.

Per il resto zavorre, telai, soffietto (anche qui in gomma facilmente deteriorabile) erano uguali.

Il gruppo respingenti – gancio era connesso al carrello ed estremamente delicato tanto che ad oggi, vista anche la rarità dei modelli è difficilissimo trovare una macchina integra sia nel gruppo carrelli che nel  … soffietto !!

L’anno successivo la Rivarossi presenta con Trix un’altra novità : il locomotore E 424 castano isabella che esce con il numero di catalogo 2242.

Anche qui stesso discorso sia per l’alimentazione che per il pancone respingenti + gancio.

Manca ovviamente il soffietto …

Il foglietto illustrativo come gli altri in sola lingua tedesca non si discosta dai precedenti , così come la scatola che è esattamente la stessa a parte che per la sagomatura interna.

 

Le possibilità commerciali di Rivarossi sul mercato tedesco si estesero anche ai vagoni ed alle carrozze.

Per comprendere la vastità dell’offerta Rivarossi sotto egida Trix basta confrontare i cataloghi delle due Case in quegli anni.

Si noti nelle foto allegate l’elevato numero di vagoni e carrozze proposte !

L’offerta comprende una nutrita serie di carri merci , di carri serbatoio , di carri per trasporto motrici stradali e semirimorchi.

Nell’offerta ci sono anche le carrozze FNM  , oltre alle classiche FS riadattate  ( Bz , Cz , Dz ) !!

Anche qui si notano gli accorgimenti adottati per il gancio e per il pancone-respingenti.

 

Dal catalogo Trix Express 1963

 

Dal catalogo Rivarossi 1962/63

 

Dal catalogo Trix Express 1963

 

Dal catalogo Rivarossi 1962/63

Importate è la presenza di materiale americano di produzione Rivarossi, non locomotive a vapore, forse troppo "preziose" per essere "cedute" a Trix, ma la diesel Fairbanks Morse e quasi tutti i bellissimi carri merci.

Va per altro fatto rilevare che la produzione Trix resterà nei cataloghi Rivarossi per tutti gli anni sessanta, anche se solo con alcuni modelli, mentre già dal catalogo Trix del 1965 la produzione Rivarossi non compare più.

 

Rivarossi e Trix

Trix per Rivarossi

Il Tram Rivarossi per Trix

Catalogo Trix-Express 1963

 

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