La  locomotiva  Gr 835 di Rivarossi scala 1:80

di

Oliviero Lidonnici

 

SECONDA PARTE

ELEMENTI CARATTERIZZANTI LE DIVERSE VARIANTI  DAL 1954 al 1980

 

 

 

Come è stato illustrato, nella prima parte, il modello della locomotiva Gr. 835 (in scala 1:80) è presente, nei cataloghi Rivarossi, dal 1954 al 1986. Tolto il breve periodo di latitanza (1964-1967) sono circa 30 anni, durante i quali, è stato continuamente aggiornato con modifiche più o meno sostanziali.   Possiamo individuare oltre dieci varianti del modello (sette solo nei primi dieci anni). Vediamo come riconoscere gli elementi che ci permettono di datare, con una relativa precisione, gli esemplari che possediamo o che troviamo in circolazione.

1954-55-56 (cod. 835/R) In questi tre anni vengono prodotti due telai in zama diversi e nel ’55 viene presentato il modello in scatola di montaggio che tra il ’56 e il ’57 monterà il secondo tipo di telaio. Ambedue i telai dei modelli da montare si distinguono per il fatto che venivano forniti non verniciati. Quindi già nei primi tre anni contiamo quattro diverse varianti.

 

COME DISTINGUERE LA VARIANTE 1956

Nella prima parte: Evoluzione tecnica e formale dal 1954 al 1980, abbiamo evidenziato, nel prototipo del 1954, la presenza del “supporto biellismo con le alette forate” uguale a quello impiegato in due modelli di locomotive del 1952:  L_SP/R (4-4-2 Atlantic) e L_221/R (modello FS di fantasia).

Nel disegno in basso: parti di ricambio della L 221/R del 1952:  nell’ovale rosso, il supporto biellismo con le alette forate, art.640, comune col modello L 835/R del 1954.

(Nota:  nell’835 l’elemento viene montato al contrario)

 

 

Il supporto biellismo (art.640) assume la sua importanza come elemento visibile di differenziazione tra il modello 1954 e la variante 1956, che sarà priva delle alette forate.

Nella tavola in basso: confronto tra i telai del1954/55 e del 1956/57.

 

 

Nota: osservando i modelli del 1954, le alette forate, appaiono evidenti al di sopra delle ruote centrali e caratterizzano questi esemplari, rispetto alla produzione successiva: questo è un semplice modo per verificare l’anno di produzione (…senza smontare il modello).

 

 

 

Un ulteriore elemento che distingue i due modelli è la diversa composizione e posizione delle viti del carter: nel modello 1956/57 c’è una vite in più e la seconda vite (da sinistra nella foto) è di dimensioni e di posizione diverse da quella del telaio 1954/55 (Nota: la diversa funzione di queste viti è spiegata nella prima parte dell’articolo)

 

 

 

 

Anche le illustrazioni sui cataloghi e sulle scatole del 1954 e del 1956 sono diverse:

 

 

 

 

SCATOLE DI MONTAGGIO SM 835 (1955 e 1957)

 

Dalla scatola di montaggio art. SM 835 del 1955, completata dalla confezione aggiuntiva DL 2 si poteva ottenere un modello “quasi” identico ad L 835/R (telaio 1954) la differenza è nel fatto che il telaio non veniva fornito verniciato.

Si notino, nella foto sottostante, i particolari del telaio, tipici del prototipo 1954.

 

 

 

 

Come si è detto, nel 1956 il telaio della L 835/R venne rifatto ed anche la SM 835 venne presto aggiornata.  Possiamo ipotizzare che, esaurite le scorte, la modifica possa essere avvenuta intorno al 1957, anche perché, in quell’anno, il nuovo telaio, con lievi modifiche, venne utilizzato per la SM 060, scatola di montaggio della 0-6-0 Erie, americanizzazione di fantasia della Gr 835.

Nella foto sottostante il telaio della SM 060 che differisce da quello della SM 835 del ’57 solo per la mancanza dei respingenti anteriori e per la presenza, sul posteriore (non visibile nella foto) degli alloggiamenti dei predellini “americani”.

 

 

 

La zama non dipinta, mette in evidenza il sovratelaietto in lamierino nero a cui si avvita il motore, l’attacco della molla-presa-di-corrente ed il supporto biellismo. Questo supporto, nella loco americana (che monta il biellismo semplificato) non è utilizzato.

 

 

 

VARIANTE 1957 (cod. 835/R)

 

           Il modello del 1957 impiega lo stesso telaio della variante 1956 (ignorata dal catalogo di quell’anno) ed è caratterizzato dalla presenza delle valvole sul duomo e delle maniglie sui fanali.

Si noti come l’inserimento delle valvole abbia comportato una piccola modifica allo stampo della carrozzeria.

 

 

           Nonostante venga sottolineata, nel catalogo dell’anno, la presenza delle maniglie sui fanali, riportate in filo di ottone, non è un sicuro elemento su cui basare la datazione dell’esemplare.  I fori per l’alloggiamento dei fili d’ottone erano già presenti sui modelli precedenti al 1957 che quindi si potevano facilmente aggiornare. D’altro canto le manigliette, montate in fabbrica, si sfilavano facilmente e potevano perdersi.

 

 

           In definitiva l’unico sicuro elemento che differenzia i modelli ’57 da quelli prodotti nell’anno precedente è la presenza delle valvole (ovvero la piccola modifica operata sullo stampo del duomo per alloggiarle).

 

 

VARIANTE 1958

           Nella prima parte abbiamo descritto l’importante  evoluzione tecnica che il modello subisce tra il 1957 e il 1958 (telaio in plastica, ruote, captazione della corrente…ecc.).    Vediamo di seguito le modifiche formali che esternamente differenziano questa variante dalla precedente.

 

 

Nota: di queste sostanziali modifiche strutturali e formali, che fanno della variante 1958 un modello del tutto nuovo, sui cataloghi generali, non si fece alcun cenno. La descrizione e le illustrazioni del modello, dal 1957 al 1963, restarono immutate.

 

 

Sotto: confronto tra il telaio 1957 (in metallo) e quello del 1958 (in plastica). Si noti che i carter sono immutati ma cambia la terza vite (da destra) che nel ’58 diviene più piccola, del tipo autofilettante e blocca solo il carter al telaio.

Nota: ricordo che la corrispondente vite, del ‘56/57, attraversava il telaio e teneva fermo il sovratelaietto metallico mediante un grosso dado.

 

 

 

 

VARIANTE 1960 (cod. L 835/R poi 1111)

 

 

           Le sole differenze tra la varianti 1958 e 1960 sono la presenza dei numeri sui panconi e i diversi sistemi costruttivi dei fanali (*).  Si puntualizza che la forma delle maniglie ed altri eventuali differenze riscontrabili tra le due foto sono puramente casuali ovvero determinate da differenti stati di conservazione dei due esemplari ritratti.

 

      (*)    Nota: questo argomento è già stato trattato nella prima parte ma lo riassumiamo in questo riquadro:     il fanale, dal 1954 fino al 1958, era realizzato in stampo unico di plastica trasparente, vuoto all’interno per contenere la lampadina e verniciato di nero, tranne che per la lente frontale. Nel 1959 venne sperimentato sull’inedito modello della Gr 625 (L 625/R) un nuovo tipo di fanale, più raffinato, col corpo in plastica nera su cui era incollata la lente trasparente. Questo nuovo fanale venne presto montato su tutti i modelli  delle vaporiere italiane presenti in catalogo, compresa la variante 1960 della L835/R-1111.    In seguito il fanale venne ulteriormente rinnovato, eliminando la maniglietta riportata di filo di ottone, sostituita da una maniglia in plastica nera, ricavata nello stesso stampo del corpo del fanale. Probabilmente il primo modello su cui fu montato il nuovissimo fanale fu la L 940/R nel 1960/61.

 

       Questa ultima versione del fanale diverrà standard per tutte le locomotive italiane a vapore e verrà riproposta ancora nel modello 1148 del 1980/86.

 

 

 

 

VARIANTE 1966/67  (cod. 43)

 

           Apparsa nel 1966, nelle (rinnovate) confezioni economiche di convogli 30125 e 30126, è presente come modello singolo solo nel Catalogo Junior 1967 (cod. 43); è un modello completamente rinnovato anche nella carrozzeria.

Nelle foto seguenti si evidenziano con le frecce rosse alcune delle modifiche formali più evidenti. (Per la descrizione vedi prima parte).

 

 

(Foto in basso) si confrontano i modelli in vista frontale: anche qui le differenze sono evidenti.

 

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           Oltre alle diversità su indicate, la carrozzeria del modello 43 presenta una importante differenza strutturale, nei confronti delle versioni precedenti, non visibile nel modello montato ed evidenziata nel cerchio rosso del disegno sottostante:

 

 

           L’aletta rivolta in basso serve da guida allo stantuffo che si inserisce nel cilindro di plastica, aperto ed integrato al telaio (il modello precedente aveva cilindri metallici, chiusi ed avvitati al telaio). -Le due carrozzerie quindi, pur avendo eguali dimensioni, non sono compatibili e non potrebbero essere scambiate sui diversi telai.

 

           Nella zona laterale-inferiore (foto in basso) si riscontrano altre notevoli differenze che occorre sottolineare.

La semplificazione del biellismo è evidente, osserviamo quindi le piccole differenze:

A)  il pancone della 43 è allungato di circa 1,5 mm  ed è lievemente piu basso

B)  i cilindri non sono più in zama: sono stampati in plastica insieme col telaio in forme meno realistiche.

C)  si notano i diversi sistemi di alimentazione.

D)  la vela è meno estesa e copre meno la ruota posteriore (per evitare eventuali interferenze col movimento del biellismo, in caso di allentamento del bullone).  Nota esplicativa: le ruote della prima serie 43 avevano i bulloni filettati direttamente nella plastica.

 

 

E)  Un particolare che potrebbe sembrare trascurabile: si nota che nel modello art. 43,  il predellino metallico è spostato piu indietro (la posizione nella versione precedente era storicamente più corretta).     Perchè?.....

 

  

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           Abbiamo verificato che il modello 43 del 1967, impiega ben 60 parti in meno del modello L 835/R (1111) del 1958/1962.   Di queste, 40 (tra bielle, rivetti, viti, rondelle, montanti e staffe) sono risparmiate nei biellismi semplificati.  (Nota: nel computo non sono state conteggiate le componenti del motore semplificato del quale parleremo a parte)

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           Questo modello 43 (codice modificato in 1131 a partire dal 1975) fu molto longevo, a dimostrazione della bontà della formula.   Restò in catalogo per ben 13 anni, mantenendo immutato l’aspetto esteriore ma non la meccanica interna: infatti su di esso vennero successivamente montati tre tipi diversi di motore che comportarono sostanziali modifiche al telaio*.

 *(nota: di queste modifiche non vi è cenno sui cataloghi generali).

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  Foto in basso a sinistra: Motore a calotta stretta, privo del castello (= senza base) con cuscinetti a sfere.   Al centro: motore “quadrato” a boccole, senza castello.   A destra: motore “tondo” a boccole con magnete anulare. I primi due sono inamovibili e rivettati al telaio il terzo è alloggiato in un vano a tazza, ricavato nel nuovo stampo del telaio.

 

 

 

Ma vediamo come poter distinguere le diverse versioni senza dover smontare i modellini

 

I primi due motori, privi di castello (= senza la base metallica) hanno il cuscinetto a sfere (o la boccola) inferiore alloggiati direttamente all’interno del telaio di plastica: sono quindi più bassi del motore “tondo a boccole” e questo si nota chiaramente guardando attraverso il finestrino laterale della cabina.

 

Nella foto in basso a destra il confronto tra le due soluzioni:  il motore “tondo a boccole” (a destra) si individua facilmente poichè ingombra quasi tutta la cabina.

 

 

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           I differenti sistemi di alloggiamento dei motori si distinguono anche osservando i telai dal basso:

A sinistra, nella foto in basso, il telaio dei motori “senza castello” a destra il telaio col motore “tondo a boccole”

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Le frecce A indicano  i differenti ingombri dei motori, ricavati nello stampo del telaio.                        .

La freccia B indica un elemento che differenzia i telai ma che non sembra avere uno scopo pratico.

 

 

(Foto in alto)  la freccia C indica il rivetto che blocca il predellino metallico: le differenze, visualmente sono minime (quello della foto di destra ha la testa lievemente più grande). In realtà le funzioni dei due rivetti sono molto diverse: quello nella foto di sinistra è molto lungo, attraversa il telaio ed il corpo dei motori “senza-castello” bloccandoli al telaio, quello della foto a destra è corto e blocca a pressione il solo predellino - (vedi anche foto seguente).

 

 

MOTORI SENZA CASTELLO: COME DISTINGUERE LA VARIANTE CON MOTORE A BOCCOLE

DA QUELLA CON CUSCINETTI A SFERE (SENZA SMONTARE LA CARROZZERIA)

 [varianti del modello 43, anni 1966/68 circa]

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Ambedue i motori sono più bassi e squadrati del più recente motore tondo e non è facilissimo distinguerli tra loro, solo guardando attraverso i finestrini ma il motore “a sfere” è ancorato al telaio con due soli rivetti mentre quello “a boccole” ne monta quattro.  Le teste dei due rivetti in più sono visibili nei pressi delle ruote posteriori.

 

 

 

 

L’ULTIMA VARIANTE

     L’ultima variante, art.1148 del 1980/1986 come si è detto nella PRIMA PARTE, è caratterizzata dai biellismi migliorati e dalla riproduzione dei ceppi freno e del serbatoio dell’aria compressa: le altre parti si ha l’impressione che siano state ottenute reimpiegando (od almeno riproducendo) elementi delle varianti 835 L (1954/1960) sulla meccanica (telaio e motore) della 1131 (1975).

           Nella foto (in basso) il confronto tra il biellismo delle versioni L 835/R (1111) [1954/1962] e quello della 1148 [1980/1986]:

 

 

 

 

           Nella tavola in basso sono evidenziate quelle componenti del modello che ripropongono forme e proporzioni identiche a quelle delle varie versioni precedenti (nei cerchietti l’anno di riferimento). Come già detto, si potrebbe ipotizzare che questo modello sia stato ideato riproponendo i migliori elementi, estrapolati dalle varie versioni dal 1954 al 1966, integrati colle nuove parti  realizzate nel 1980.

 

 

           Oltre al già citato rifacimento del biellismo, l’elemento più innovativo e caratterizzante, di questo modello, è il nuovo carter in plastica rossa, integrato con gli agganci (neri) e arricchito dalla riproduzione dei sei ceppi dei freni e del cilindro dell’aria compressa:

 

Questo modello conclude la produzione della Gr 835 in scala 1:80

 

Oliviero Lidonnici     --------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------

 

Ringrazio l’amico  Massimiliano Chiatti per la sua fattiva collaborazione alla ricerca storica

 

 
Locomotive e rotabili Locomotive Italiane a Vapore