Restauro di una Aln 772 anni '50

(di Stefano e Alberto Ripamonti)

Ogni tanto, riapro quella vecchia cassa di legno costruita da mio nonno nella quale sono religiosamente custoditi i vecchi modelli Rivarossi da lui acquistati negli anni '50, gli do una spolveratina e li faccio girare qualche minuto...
Un giorno però aprendo la scatola contenente l'automotrice AN 1/R riproducente la littorina Breda 556 (anche se le tampografie sulle fiancate indicavano Aln 772), trovo un'amara sorpresa: i carrelli, in lega di zama, causa impurità presenti nella lega stessa sin dalla fabbricazione, col tempo si sono praticamente sbriciolati; inoltre anche parte della vernice si staccava facimente forse a causa dell'umidità e per di più scopro che una parte della cassa presenta crepe assai preoccupanti. Le foto seguenti parlano da sé.

Che fare a questo punto? Buttare via il tutto o rassegnarsi a tenerla così, giusto per ricordo? Forse valeva la pena tentare almeno un restauro!

Mi sono allora messo all'opera: anzitutto ho cominciato una lunga ricerca di due nuovi carrelli che potessero sostituire perfettamente quelli distrutti, fortunatamente trovati ad una cifra relativamente bassa su Ebay: smontati e recuperati gli ingranaggi interni originali (in ottone e quindi perfettamente conservati) con pazienza ho riassemblato dapprima il carrello folle, in seguito anche quello motorizzato reinserendo tutti gli ingranaggi in cascata; ho lubrificato il tutto e fatto delle prove a vuoto per rodare opportunamente la trasmissione. Seguono qui sotto foto che mostrano la trasmissione prima dell'intervento e uno dei due nuovi carrelli acquistato in Internet.

 

L'automotrice a questo punto ha ripreso a funzionare abbastanza bene: certo la marcia non è fluida e silenziosa come i modelli attuali o come essa stessa si presentava all'origine, ma considerando l'età e le condizioni in cui era ridotta, c'è da esserne certamente soddisfatti.
A questo punto sono passato alla seconda parte del lavoro: ho cioè aggiustato, stuccato e riverniciato la carrozzeria, riportandola alla corretta livrea dell'anteguerra (con radiatori frontali e respingenti non rinforzati). Ho lasciato il miscelatore d'acqua presente sul tetto (anche se sinceramente non ho trovato nessuna foto d'epoca in proposito che lo ritraesse) fidandomi quindi di Rivarossi; ho inoltre ripulito a sistemato i vetri interni oscurando quelli lato ritirata e aggiunto pure il figurino del macchinista!

 

Ho pitturato a più riprese usato i colori Puravest, stesi a pennello, e da ultimo una passata con spray trasparente acrilico. Il risultato mi è sembrato complessivamente buono. Ecco una fotosequenza dei lavori testé descritti.

 

Ed ecco il modello a restauro finalmente terminato!

Tratto dal sito: http://www.altabrianza.org/reportage/automotrice_rivarossi.html

 

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