MOTORI E TRASMISSIONI DELLE MOTRICI LIMA H0

(di Oliviero Lidonnici)

 

 

PREMESSA

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Come è noto, nel 1954 Ottorino Bisazza, all’epoca dirigente della Marzotto (fabbrica di tessuti ed abiti con sede a Valdagno in provincia di Vicenza) acquistò la Lima, ditta di Vicenza, che all’epoca produceva giocattoli in metallo anche motorizzati.  Appassionato di treni, promulgò la produzione di trenini elettrici in questa ditta, probabilmente a partire dal 1956.

Non possiamo escludere che il primo motore, montato su una locomotiva Lima, fosse già in produzione per movimentare altri giocattoli (a batteria). In mancanza di specifica documentazione (che attualmente non possediamo) è difficile datarlo con precisione. Come riferimento ci basiamo sulla testimonianza dell’amico forumista “Zio Vecchio” che ci ha fornito le foto del motore, montato sulla locomotiva Lima che acquistò nel 1956.

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CRONOLOGIA SCHEMATICA MOTORI (H0) LIMA dal 1956 al 1992

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1956: (o prima del):

Motore con asse del rotore longitudinale, con cassa in plastica trasparente; montato sulla prima locomotiva Lima “Z 936” art. 2001.

Trasmissione: pignone e corona con cascata di ingranaggi in materiale plastico, su un solo asse di trazione. Nota: il telaio di questa locomotiva era in lamierino metallico.

             

1959: (o prima del):        

Motore con asse verticale montato sulla “Z 936” con nuovo telaio in plastica, art. (immutato): 2001

Collettore cilindrico e spazzole a lamelle di rame.  Alimentazione: 4,5 volt

Trasmissione: vite elicoidale e ingranaggio su un solo asse di trazione.

 

1960:

Nuovo motore con asse verticale, integrato con il telaio della locomotiva: magnete singolo con espansioni polari.

Collettore discoidale e carboncini spinti da mollette elicoidali. Alimentazione: 9-12 volt.

Trasmissione: vite elicoidale e ingranaggio su un solo asse di trazione.

 

1961:

Prima variante al modello 1960. Stesse caratteristiche meccaniche ma diverso telaio di base.

Alimentazione: 4,5-9 volt

 

1962:

Seconda variante del motore verticale del 1960/61, integrato con la struttura del carrello a due assi: due magneti simmetrici all’indotto.

Collettore discoidale e carboncini spinti da mollette elicoidali. Alimentazione: 9-12 volt

Trasmissione: pignone e corona con doppia cascata di ingranaggi su due assi di trazione.

 

1964:

Prototipo del motore con asse del rotore trasversale (detto motore “G”). Integrato con la struttura del carrello. Magnete anulare.

Montato sul TEE, già presentato nel catalogo 1963 art. 1001.

Collettore discoidale, carboncini spinti da mollette elicoidali.  Alimentazione: 9-12 volt.

Trasmissione: pignone e corona con doppia cascata di ingranaggi su due assi di trazione.

 

1965:

Variante definitiva del motore G (stesse caratteristiche elettriche e meccaniche del prototipo)

Nota: per motore G intendiamo un sistema di motori con in comune solo alcune parti essenziali (rotore, magnete e pignone): essendo questo motore solitamente integrato con diversi tipi di carrelli o di telaio, vennero realizzate decine di versioni diversificate da differenti interassi, numero di assi, diametro ruote,e rapporti di trasmissione. Anche per il voltaggio di lavoro abbiamo almeno due versioni: 9/12 volt e 4,5/9 volt. La tensione di lavoro più bassa veniva impiegata per start set o trenini giocattolo.

 

1983:

Viene introdotta la trasmissione cardanica singola alla locomotiva diesel SAR (Sudafrica) art. 208134LG.

 

1985/1992:

 Ai modelli dotati di motore G, mantenuti in produzione, si affiancano numerosi modelli dotati di differenti tipi di motori con trasmissione cardanica (singola oppure doppia).  

 

 

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TECNICA