RRagazzi RRivarossi

 

PLASTICO PURINAN

foto Alessandro Purinan - testo di Massimo Cecchetti

 

Alessandro Purinan, classe 1960, con un nonno ferroviere ed un padre fermodellista, non poteva altro che diventare, prima o poi, un RRagazzo RRivarossi. La sua passione per i treni gli deriva evidentemente dal nonno e la passione fermodellistica dal plastico del padre.    Oltretutto frequentando, ad Udine, sua città natale, proprio il negozio di Domenico Tromby, poté, oltre alla scuola paterna, formarsi alla scuola del grande maestro, e a cui vi rimandiamo volentieri:

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Iniziamo con una insolita foto, ma che pubblichiamo volentieri, di uno degli scaffali della cantina dove è conservato il plastico ed il materiale originale. Le scatole parlano chiaro: attenzione, riguardo e protezione al materiale contenuto, rispettato e curato. Qualche scatola ha ancora l'etichetta del prezzo espresso in lire. In alto a dx il logo del nostro sito, appiccicato allo scaffale e sinonimo di grande attenzione per noi e per la casa comasca.

 

 

Il plastico è praticamente finito sia per quanto riguarda il tracciato che per la parte elettrica. Come si vede, il progetto non lascia molto spazio alla parte paesaggistica e collinare (che comunque sarà presto completata). Ma la parte ferroviaria, che avrebbe fatto la felicità di qualunque direttore alle vendite di Rivarossi, è ben equilibrata e armonica (anche se lui stesso si qualifica come un “principiante”) non tralasciando nulla della produzione di Como ma armonizzata nel suo insieme.

 

una complessiva dall'alto del plastico. Le buone dimensioni della cantina (2,50x3,50m) permettono un più che notevole sviluppo del tracciato.  La configurazione a “L” garantisce anche un effetto spettacolare alla corsa dei treni. Un notevole lavoro è stato  fatto per la preparazione di viadotti, sovrappassi, ponti e contrafforti. Bellissimo il grande ponte metallico seguito da un notevole viadotto in muratura Faller. Sono evidenti le due botole che permettono l'ispezione e il controllo dei treni nei tratti poco raggiungibili. Tutto in basso si notano 3 scambi in curva Rivarossi che aumentano lo sfruttamento dello spazio disponibile.

 

 

l'angolo destro, lato stazione principale del plastico. Sulla sinistra si attestano alcuni convogli, in sosta sui binari terminali, mentre sulla destra, leggermente sfuocata, si riconosce una S.Nazario. Che si presenta con una bella infilata di marciapiedi nella loro configurazione più classica: piazzale, marciapiedi con edifici “gabinetti” e “magazzino”. E proprio di fronte a noi l'immancabile ma estremamente realistico scalo merci “Olgiate Calco”.

 

 

la stazione di testa vista di ¾ dall'alto. In evidenza un convoglio TEE “Mediulanum” sul secondo binario, una carrozza CIWL sul tronchino ed il meraviglioso convoglio ETR 210 sul quarto binario, novità RR dell'anno 2000. Il plastico, di notevoli dimensioni è completamente dotato di linea aerea, rigorosamente di Como. Non deve essere stato facile reperire tutta quella catenaria, comprese le pezzature di raccordo o le palificazioni speciali.

 

 

spettacolare primo piano del deposito locomotive vapore. Non sto ad elencare tutti i modelli ma sembra di sfogliare un catalogo Rivarossi. Non riesco però a star zitto sulla bellezza della “Mikado” Gr. 746 (1975) con distribuzione Walschaert ed in sosta sul tronchino più lungo. La casa comasca, al punto massimo della sua capacità ed esperienza nella riproduzione di macchine a vapore, con questo modello raggiunse, alla metà degli anni '70, una delle vette più alte della sua produzione di macchine a vapore italiane.

 

 

Un ¾ dall'alto dell'area di smistamento della FV principale. Sul viadotto, in prossimità del convoglio TEE sottostante, un binario AT per l'azionamento dei dispositivi acustici di alcuni modelli. Sullo sfondo la bellissima rimessa TE. La mancanza della massicciata originale RR, letteralmente “scomparsa”, non si fa rimpiangere molto grazie alla sostituzione con materiali più moderni e duraturi nel tempo, abilmente contraffatti con moderni ballast.

 

 

ancora una panoramica del deposito locomotive, con piattaforma girevole e 4 rimesse. Sul lato dx la vecchia rimessa a due vie del deposito, quando la FV non aveva ancora assunto l'attuale importanza ed ora adibita a supporto delle grandi rimesse. Otto tronchini assistono le operazione di manovra e rimessaggio.

 

 

l'area smistamento della stazione di testa. La catenaria Rivarossi segue perfettamente i binari.  Il Mediolanum sta lasciando la FV con il suo colorato convoglio, in netto contrasto cromatico con la vicina 740 ed il suo convoglio di Corbellini. I segnali SB2 sono, come sempre, troppo alti tuttavia, in un contesto Rivarossi, fanno di tutto per passare inosservati. Probabilmente la loro altezza era determinata dalle due lampade che, occupando abbastanza spazio, determinavano il diametro del disco. Questo, a sua volta, influiva sull'altezza dell'asta (per un naturale ed armonico equilibrio estetico così fortemente voluto da Alessandro Rossi). E che ha condizionato moltissimo la progettazione e l'estetica rivarossiana.

 

 

inquadratura opposta ad una foto precedente. Primo piano dei binari della stazione di testa. Il materiale rotabile ormai lo conosciamo già ma in questa inquadratura ammiriamo anche una splendida Gr S 685, una Prairie del 1964/65 di grandissima qualità, dai mancorrenti dorati, in sosta sul raddoppio.

 

 

Plastici Rivarossi