DIAMOCI DA FARE

di Massimo Cecchetti

 

“DIAMOCI DA FARE” era il titolo che Alessandro Rossi diede, nella sua H0rr N°11, alla rubrica destinata a chi, usando parti di ricambio o componentistica RR, fosse stato in grado di costruire modelli inediti. La rubrica (siamo nel dicembre del 1955), illustrava più frequentemente plastici, molto numerosi,  ma anche modelli ferroviari che per la loro realizzazione esigevano particolare qualità tecniche, manualità ed ingegno.

Anche noi vogliamo, scimmiottando il titolo e addirittura il logo originale di Dalla Costa (cioè “un omino col treno in testa”) presentare quei piccoli gioielli di ingegno, passione e tecnica che,  incrementando il gusto dell'autocostruzione, crearono e svilupparono un mercato commerciale “post vendita” fino ad allora sconosciuto.

La nostra rubrica presenterà dunque modelli ferroviari costruiti quasi sempre con componentistica proveniente dal Catalogo Generale Ricambi e qualche volta, seppur raramente, cannibalizzando altri modelli, oggetti preziosi da trattare sempre con cura e rispetto. Ricordiamo anche che l'ordinazione dei ricambi era semplicissima: direttamente ai Rivenditori o mediante lettera alla sede di Como. Chi scrive ricorda la sollecitudine dell'invio dei pezzi, spesso corredati da poche righe di accompagnamento e qualche volta corredate addirittura da consigli sull'utilizzo della componentistica (!). Un'altro punto d'onore di Rivarossi.

Infine sottolineiamo come, in quegli anni, la tolleranza verso la perfetta scala o la corretta riproduzione dei prototipi fosse molto alta, fino a livelli che quasi rasentavano il faceto. Ma in questa rubrica presenteremo comunque queste elaborazioni, sia per rispetto verso i costruttori sia per capire, una volta di più, la mentalità fermodellistica del tempo. La rubrica, nel corso della vita della rivista, si presenterà con altri titoli, a noi conosciutissimi, quali “Flash” e definitivamente “I nostri lettori all'opera” (dal N°13).

“Diamoci da fare” dunque e godiamoci questa gioiosa carrellata!